• Vasco Rialzo

Visitare Barcellona e il turista perfetto

Per questo articolo ho tratto ispirazione dalla divertente e interessante guida 101 cose da fare a Barcellona almeno una volta nella vita, scritta dall'amico Luigi Cojazzi. In fondo al libro l'autore riporta la lista di alcune cose da non fare per essere cool a Barcellona. Io le ho convertite nel ritratto del turista perfetto. Andate con lui...?

Iniziamo da un vero must. Il turista perfetto confonde sempre la squadra di calcio con la città, chiamando quest'ultima Barça. Errore madornale, visto che questo soprannome si riferisce alla squadra calcistica e non alla città, il cui diminutivo è Barna. Come riporta Luigi Cojazzi "Confondere le due cose (es: «A Barça c’è una vita notturna davvero ganza!»), ti fa precipitare immediatamente nel baratro dei nerd."

Un'altra dote del turista perfetto è sostenere che la lingua catalana assomigli a vari dialetti italiani. Luigi sottolinea che "Probabilmente è vero – o per lo meno questa è l’impressione che statisticamente il primo ascolto del catalano produce sugli italiani provenienti da una varietà di zone che vanno dal Piemonte alla Campania, dalla Romagna al Friuli, dal Veneto alla Calabria." Il tema della lingua in Catalogna è assai delicato e paragonare il catalano a un dialetto locale di un altro paese non è una splendida presentazione di sé.

Il turista perfetto porta sempre qualche ricordino della sua vacanza a Barcellona ad amici e parenti. Ed ecco che acquista tutto ciò che non è tipico di Barcellona e della Catalogna: "... ventagli, nacchere e sombreri messicani non sono artigianato tipico locale. Neanche se sopra c’è scritto Barcelona. Se proprio devi comprare dei souvenir pacchiani, orientati sul merchandising di Gaudí. Almeno lui era catalano."

Stesso discorso vale per alcuni prodotti culinari, lontanissimi dall'essere tipici di Barcellona. Il turista perfetto infatti berrà sangria e mangerà paella, magari assistendo a uno spettacolo di flamenco, che vengono rispettivamente dal Portogallo, da Valencia e dall'Andalusia, poi divenuti tutti e tre scontate icone della Spagna.


Quando poi il turista perfetto si lancia nel parlare spagnolo, allora la sua perfezione raggiunge il culmine. Luigi parla chiaro: "... non basta aggiungere la S alla fine di ogni parola italiana perché automaticamente diventi spagnola. [...] Ficcare S da tutte le parti ti fa semplicemente parlare il cosiddetto itagnolo". E il nome è già tutto dire...

Un'altra irritante abitudine del turista perfetto è girare "... sempre chini a consultare una guida." L'amico Luigi suggerisce di leggersela "... la sera in albergo...", per lasciarli lì quando andate fuori. Al limite potete anche farvela leggere dall'autore stesso, l'importante è scegliere la guida giusta...

Fotografia di Romina Ficca

E per finire un ultimo vizio del turista perfetto che si accinge a visitare Barcellona. Salutare dicendo Hasta la vista. Mi associo a Luigi nel sostenere ferocemente che "Hasta la vista lo dice solo Schwarzenegger in Terminator." Per salutare dite adiós, hasta luego o, meglio ancora, adéu (che è anche un bellissimo romanzo).

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