• Vasco Rialzo

Tre ricette tra Sardegna e Catalogna

Le mie lontane origini sarde mi hanno permesso di conoscere da vicino la cucina dell'isola che più amo. Nel tempo, ho avuto l'opportunità di imparare qualcosa anche della cucina catalana. E da sempre mi diverto a mescolarle tra loro, come nel caso di queste tre veloci ricette di mia invenzione

Quando ero piccolo trascorrevo gran parte dell'estate in Sardegna, dove avevo parenti sparsi qua e là. Adesso non li ho più, nel senso che o sono morti o sono in galera... Bene, anzi male, ma pazienza. Dicevo... quando ero bambino capitava che accompagnassi mio padre in giro per le brulle campagne a salutare amici, cercare cose interessanti e a raccogliere olive. Gran parte le facevamo in salamoia, ma un po' le mangiavamo subito. Come? Mio papà le metteva in un'ampia padella con un filo d'olio e un pizzico di sale, poi le scottava a fuoco medio fino a renderle morbide e grinzose. Una volta raffreddate, ce le mangiavamo in veranda come patatine, apprezzandone il gusto amaro e godendoci il suggestivo paesaggio sardo, qualunque esso fosse, ma sempre stupendo e unico!

Ero a casa di un amico di Barcellona quando questi mi chiese se avevo voglia di cucinargli un po' di pasta asciutta. L'aveva comprata apposta e ne faceva una gran voglia. Io venivo da Alghero, dove ero giunto dalla costa orientale sarda. Portavo in valigia peperoncino piccante dell'orto, diversi rametti freschi di mirto, elicriso e timo, qualche oliva rimasta miracolosamente dalla spadellata con mio padre.

In casa c'era solo un barattolo di passata di pomodoro, che versai in un pentolino. Mentre si scaldava sul fuoco lento, aggiunsi le olive, qualche pezzetto di peperoncino e un battuto di elicriso e timo. Poi misi parecchie foglioline di mirto, che profumarono subito la piccola cucina della casa del mio amico. Solo alla fine inondai il sughetto con olio extravergine di oliva rigorosamente catalano. Che bontà!

Per me la bottarga più buona è quella di muggine, che viene prodotta in Sardegna. Ma una volta, proprio in Sardegna, un'amica me ne portò una assai diversa che veniva dalla Catalogna, non ricordo esattamente da dove. Era intera e mi chiese se mi andava di preparargliela a mi manera. Detto fatto.

Le tolsi la sottile pellicina di copertura e la tagliai a fettine sottili, poi la unii a sedano fresco, sale e pepe nero, olio extravergine di oliva sardo, qualche goccia di limone. Lasciai marinare il tutto per un paio d'ore, dopodiché lo portai a tavola insieme a una bottiglia di vermentino di Gallura. E fu trionfo assoluto.

Fotografia tratta da www.primochef.it

Olive, mirto e bottarga sono i tre protagonisti di queste facili ricette, inventate dal sottoscritto tra la mia amata Sardegna e la mia amata Catalogna. Senza criteri esatti e con tanta improvvisazione, le ripropongo sempre, ovunque mi trovi, ripescandone origini e storia a mo' di omaggio a due terre a cui sono profondamente legato. Gustatele con amiche e amici, sono sapori semplici ed estivi, che vi faranno viaggiare, anche solo con la mente, fino alla Sardegna o alla Catalogna. A vostra scelta...