• Vasco Rialzo

Ricetta depurativa (e a casaccio) direttamente da Barcellona

Quando lavoravo a Barcellona, dormivo spesso a casa del mio editore. La sera ci divertivano a preparare piatti d'ogni sorta, imparando l'uno dall'altro trucchetti e specialità. Una di queste era una grande padellata di verdure, che da allora ho fatto mia importandola a Bologna con il nome di fricandò a casaccio

La ricetta di questo piatto è di una semplicità imbarazzante. Un po' insipido e senza spezie. Sano e squisito. Facile e veloce. Quasi banale, tanto che molti sosterranno che non ha nulla di speciale né si lega alla cucina catalana. Invece scoprirete che è speciale e, ricordando dove l'avete imparata (nel blog di MiBarcelona Tours!), penserete a Vasco Rialzo ai fornelli, a Barcellona e ai suoi sapori, e a quel che vi pare.

L'editore cucinava questo trionfo di verdure soprattutto per farle mangiare ai figli, che non ne volevano sapere di pinzimoni e insalatine, cascando nel tranello di questo saporito fricandò, che chiameremo a casaccio. Non solo faceva bene agli allora bambini, oggi ragazzi grandi e forti, ma era ed è un piatto ideale per depurarsi dopo le fatiche mangerecce delle feste.

Iniziamo dagli ingredienti. Servono verdure fresche, un po' d'acqua, olio di oliva, un pizzico di sale, poco più di mezz'ora per cucinarlo. Quali verdure ci vogliono? Quelle che vi pare, a casaccio appunto. La ricetta varia infatti in base ai gusti personali e al periodo dell'anno. Nella mia formula magica non mancano mai carota, finocchio, sedano, cipolla, aglio, patata, zucchina e melanzana. Poi aggiungo quel che trovo in frigorifero, magari vecchiotto e immangiabile crudo (magari non ancora ammuffito, però...). E legumi, sempre e rigorosamente a casaccio (io adoro ceci e lenticchie).


Tutte le verdure vanno tagliate a casaccio, come vi va e senza che vi stanchiate troppo. Poi vanno messe in un ampio tegame, provvisto di coperchio, con due dita d'acqua. Mettete poi a cuocere il tutto a fuoco medio, tenendo il coperchio chiuso o appena sollevato perché esca il vapore. Lasciate che le verdure si scottino bene e giratele un paio di volte, fino a quando la patata non sia diventata bella tenera e umida (non ridete).

Giunti a questo punto, scolate l'acqua rimasta inclinando il tegame e tenendovi sopra il coperchio ben saldo. Occhio a questa manovra perché se il coperchio vi scappa, vi ritrovate il lavello pieno di verdure fumanti. Tolta l'acqua, rimettete il tegame senza coperchio sul fuoco, che alzerete al massimo, e aggiungete un pizzico di sale e l'olio di oliva in modo da ungere bene tutto (non ridete). Girate delicatamente le verdure così da scottarle nell'olio bollente per due o tre minuti, poi spegnete il fuoco, mettete il coperchio e andate a bervi un bicchiere di vino. Sceglietelo a casaccio, naturalmente, è una questione di coerenza.

Più fate riposare il vostro fricandò a casaccio, più diventa gustoso e saporito. Servitelo tiepido, non rovente, avendo l'accortezza di macchiare accuratamente la tovaglia con l'olio di cottura o, meglio ancora, con qualche pezzetto di verdura caduto dal cucchiaione di legno. Accompagnate il piatto con un buon bicchiere di vino bianco (io adoro il pignoletto), e illudetevi che vi depuri il corpo. Perché, in realtà, prima di mangiarlo vi sarete ingozzati di pasta ripiena, carni arrosto, formaggi d'ogni sorta e pesce fritto. Ma questa è un'altra storia, che se volete vi racconterò a casaccio durante i nostri nuovi itinerari. ¡Feliz año nuevo!