• Vasco Rialzo

Pizza a Barcellona? Buona come le lasagne a Singapore

L'italiano che va a visitare Barcellona non riesce a trattenersi dal mangiare la pizza anche lì. Di pizzerie ce ne sono tante, ormai. E molte la fanno anche buona, dicono. Ma è un po' come mangiare la paella a Milano o le lasagne a Singapore. Eppure...

Fotografia tratta dal sito oltreuomo.com

... la pizza seduce anche i turisti di altri paesi, che ne riconoscono l'indiscutibile bontà, il prezzo alla portata di tutti, la pienezza dei sapori, la praticità per un pranzo gustoso, veloce e comodo. Barcellona, città culinaria per eccellenza e crocevia di mille cucine che tra loro si contaminano senza fine, offre anche la pizza, portata in loco soprattutto da maestri pizzaioli napoletani che l'hanno resa famosa anche lì.

Pur riconoscendo il valore di questa squisita tradizione tutta italiana, non riesco a sottrarmi al mio incurabile sfottò riguardo al mangiare questo piatto (anche) dove c'è una cucina locale davvero gustosa e ricca. Ma dico io... Desidero scoprire Barcellona e le sue tipicità e cosa faccio pranzo? Vado a mangiare la pizza. Non una qualsiasi, per giunta. Pretendo anche di mangiarla buonissima, la migliore che c'è in città perché sono italiano e perciò non mi accontento.

Nel 2012 scrissi un cattivissimo "no" nella mia guida Barcellona senza vie di mezzo proprio dedicato allo stereotipo della "Bella Napoli" e alla pizza in generale, sostenendo che "In tutti i paesi e le città del mondo, una Bella Napoli c’è sempre. Barcellona non fa eccezione. E, allora, ecco a voi La Bella Napoli di Barcellona. Dove fanno una pizza napoletana che, così buona, non la fa nessuno, qui in città." Concludevo con una frase forte, che ometto per ragioni di inaspettato pudore, e che ovviamente non si riferiva all'omonima pizzeria che davvero esiste in città, bensì allo stereotipo tutto italiano secondo cui senza pizza non si può stare. Fosse anche in capo al mondo, un italiano non rinuncerà mai alla pizza, anche se da asporto, surgelata o, peggio ancora, condita con l'ananas...

Nel mio romanzo Adéu, c'è una scena che spiega splendidamente questa affezione maniacale per la pizza. Oreste così chiese al mitico Olindo, protagonista dell'allora libro techno così come dell'ultimo Materiale fragile:

“Stasera ordiniamo due pizze e qualche birra?”

Sbotto ferocemente.

“Ma che cazzo dici, bifolco che non sei altro! Siamo in una città grandiosa, appena arrivati, con una casa da sballo, e tu l'unica cosa che sei in grado di fare è mangiare due cazzo di pizze da asporto?! Ma sei scemo o cosa?! Ti potrebbero mettere su un’isola deserta o a New York che non cambierebbe niente! Sei un buzzurro senza speranza, Oreste, un bifolco ignorante che non si rende conto che la vita va avanti, che succedono delle cose, che esistono posti diversi, persone diverse, lingue diverse. Invece niente, tu pizza e birra come se fossi in via del Pratello. Sei pietoso, ridicolo, raccapricciante, irritante, rivoltante, inutile, insulso, becero, orripilante. Siamo a Barcellona, Oreste, te ne rendi conto?! Stasera si va fuori a cena, a mangiare catalano, per dio! Altroché pizza e birra, idiota che non sei altro! Hai capito? Si va fuori, ci si gode questa città, si vivono le differenze di questa vita, che per fortuna non è tutta uguale, non è solo pizza e birra, offre anche alternative! Hai capito?!”

Oreste, stravaccato sul divano con occhi da pesce lesso e un abbigliamento raccapricciante, mi guarda, zitto. Poi si muove appena.

“Va bene, usciamo pure. Ci sarà un posto, tipo un ristorante, che fa anche la pizza, no?”

Rinuncio a controbattere. È evidente che non ci arriva. Inutile insistere. Non ci arriva, punto e basta. Pizza e birra. Roba da matti.

“Certo, mio caro, credo ci sia un posticino, gestito da napoletani, che, oltre alla paella, fa anche un’ottima pizza, la migliore della Catalogna.”

Mi sorride, felice.

“Grande Olindo, perfetto, allora andiamo lì, sicuro! Così mi piaci! Avranno senz’altro anche la birra, no? Che dici? Solo una cosa, ma non siamo in Spagna? Cosa c’entra, cos’è ‘sta Catalogna?”

Ecco, un testo forte e brutale, come piace a me, ma sicuramente esplicativo e convincente. A Barcellona, come in tutto il mondo, la pizza c'è e spesso è anche buona. E ci sta pure che ogni tanto la si vada a mangiare. Ma vi prego, fatelo dopo avere assaggiato tutti i piatti locali, averne gustato sapori e sfumature, quelle che da noi non ci sono, accompagnando il cibo con le bevande del posto, che siano vino, birra o agua con gas. La pizza tenetela per quando non avete fantasia, siete molto stanchi, volete mangiare come in qualunque altro posto, avete pochi soldi in tasca, abitate sopra una pizzeria e quel giorno siete pigri, o non avete davvero altra scelta.

Però, se proprio mi volete fare un dispetto, allora seguite questi consigli, così poi mi direte qual è la migliore pizza di Barcellona e, un giorno, vi prometto che andrò a mangiarla anch'io. Dopo una favolosa paella catalana, però. ¡Buen provecho!