• Vasco Rialzo

Intervista a Vasco Rialzo: 10 domande in spiaggia a Barcellona

Stavo poltrendo in una spiaggia di Barcellona quando mi ha raggiunto una cara amica, una giornalista pochissimo nota e senza fissa dimora editoriale. Abbiamo chiacchierato e riso molto, circondati dall’orizzonte del mare e de La Barceloneta, il quartiere marinaro della città. Quasi per gioco e molto per caso ne è venuta fuori un’intervista, più o meno seria, che ho deciso di condividere con voi. Tenetevi forte.


IL TUO PRIMO LIBRO "CHILLIENS (DONNE)" È USCITO NEL 2008, PERCIÒ SONO DIECI ANNI CHE SCRIVI. COME FESTEGGI QUESTO ANNIVERSARIO?

Pubblicando il decimo libro, così faccio filotto. Dieci anni, dieci libri. Mi sembra una bella storia. È un romanzo, non troppo lungo, scritto faticosamente perché non mi ricordo mai niente. È la storia di un uomo che cerca una donna che ha amato tanto e che teme sia finita male. Che sia morta, cioè. Viene a cercarla qui a Barcellona, ma poi si trova su una barca a vela diretta a Ibiza, che torna però a Barcellona, alla fine. Tutto accade in questi due luoghi, insomma. Che diventano tre se contiamo anche la barca. Dove, in effetti, succedono molte cose. Oltre al protagonista, che è l’uomo in cerca dell’amore perduto, c’è un ex pugile bisessuale, un bruttissimo sogno, una prostituta dal cuore immenso, molta confusione relazionale, un nero enorme, un po’ di sesso a mi manera, un carico misterioso da cui dipende la vita di un uomo, tanta paura di vivere, un barlume di speranza, parecchie donne, una scelta finale che vale una vita intera. È un libro a cui tengo molto, ma questa cosa la dico sempre prima che ne esca uno nuovo. Non so ancora il titolo, pensa che roba strana. Ma mi piacerebbe molto che uscisse entro l’anno, così da fare filotto, appunto.


BARCELLONA È UN'AUTENTICA OSSESSIONE PER TE. PERCHÉ?


Perché mi piace, che domanda. Ci sto bene, mi sento a mio agio. È un’ossessione bellissima e non ho nessuna intenzione di contrastarla. È anche banale, se vuoi. Tutti amano Barcellona. Perché è così accogliente, tollerante, divertente, incantevole, moderna, affascinante, suggestiva, seducente, generosa, allegra, ospitale, piacevole, elegante. Barcellona è bella e piace a tutti. E tutti trovano in Barcellona ciò che cercano. Che sia arte, benessere, musica, cucina, divertimento, moda, storia, ritmo di vita, spettacolo, relax, emozione. Io la amo di più, però. Non so perché, ma mi piace accaparrarmi questo privilegio. Un po’ come il Marchese del Grillo quando diceva “Io sono io e voi non siete un cazzo”. Ecco, tutti amano Barcellona, ma io sono io e il mio legame con lei è più forte e profondo di quello degli altri. Nonostante ciò, mi diverte molto condividere questa folle passione per Barcellona con amici e curiosi che abbiano voglia di guardare oltre le grandi attrazioni. Non ci sono “solo” quelle, c’è tutto un mondo intorno e appena al di là dei loro confini che merita di essere raccontato, condiviso e conosciuto in punta di piedi. Flavia in questo è molto brava, secondo me. Come scrittore faccio del mio meglio per integrare le sue narrazioni con libri e letture, sempre che non mi sia perso, non abbia commesso qualche grave errore o sia semplicemente rimasto indietro, cosa che accade nove volte su dieci…


HAI PARLATO DI LIBRI E LETTURE. USI SEMPRE I TUOI QUATTRO LIBRI IN CROCE O TI SEI SVILUPPATO UN POCHINO?


Sei proprio un’amica. Per forza sei una fallita come giornalista. Fai domande davvero di un’intelligenza che lascia senza parole. Invece mi tocca risponderti, purtroppo. No, non leggo o racconto sempre gli stessi libri, ovvero i miei. Sì certo, parto spesso da quelli perché sono i miei appunto, ma luogo che vai, scrittore che trovi. Non credo si dica esattamente così, però hai capito dai. Studio e seguo ormai da tempo gli autori di Barcellona o che ne hanno fatto scenario e ambientazione dei loro scritti. Sono andato anche oltre, estendendo questo interesse a tutta la Catalogna, a Ibiza e Formentera, a Siviglia e all’Andalusia, scoprendo un mondo letterario che, confesso, non conoscevo minimamente. Ma sono andato ancora oltre, pensa un po', immergendomi nell’universo cinematografico che fa da contorno alle nostre destinazioni in Spagna. Cinema e letteratura, con i loro rispettivi film e libri, sono diventati pane per i miei denti affamati di cose nuove da raccontare durante le nostre esplorazioni. Via via ho così arricchito sempre più ciò che Flavia ed io già dicevamo con nuovi elementi narranti presi non solo dalla letteratura e dalla poesia, ma anche dai documentari, dai cortometraggi e dai film che hanno Barcellona e la Spagna come protagoniste. Ciò che ne deriva non sono banali percorsi cinematografici o letterari, ma esperienze poliedriche dove storia e cinema, letteratura e scienza, arte e costume si mescolano tra loro in un amalgama così ricco e articolato che spesso mi ci perdo io stesso, facendo una gran confusione. Flavia mi sgrida tanto per questa mia invidiabile dote, dice che mi distraggo di continuo e che spesso capisco fischi per fiaschi. Ha ragione e, non sapendo come ribattere, non mi rimane che ammettere il mio fare troppo artistico con un mesto “infatti” a mo’ di bandiera bianca.


HO NOTATO CHE UTILIZZI UN TELEFONO PREISTORICO. FAI IL RADICAL CHIC O SEI VERAMENTE ANTIDILUVIANO?


Che palle con questa storia delle tecnologie. Non mi piacciono, punto. E quando ne posso fare a meno, ne faccio a meno. In realtà le uso tantissimo, ma trovo che siano ipnotiche. Ti risucchiano la testa, ne diventi schiavo, stai sempre lì a toccare con le dita quello stupido telefono per non fare niente, alla fine dei conti. Guardi quella cosa inutile, mandi un inutile sorriso a quello, controlli quell’altra cosa inutile, mandi un’inutile linguaccia a quell’altro, leggi inutili previsioni del tempo, rispondi a un inutile amico virtuale, mandi un inutile cuoricino doppio o triplo a uno sconosciuto, intervieni in una discussione assolutamente inutile, mandi un’inutile faccina con occhiali da sole a non sai bene chi, fingi di leggere notizie interessanti e invece sono inutili, ti emozioni quando vedi che un inutile essere umano ha letto il tuo inutile messaggio, mandi un inutile bacino con guance arrossate al tuo amore che intanto lo sta mandando a un’altra persona, ridi a crepapelle davanti all’inutile video di un gattino che cade dentro al cesso che hai ricevuto nella inutile chat della scuola di tuo figlio. Un universo di inutilità. E, nel frattempo, tutt'intorno sono successe tantissime cose vere, tangibili e concrete di cui non ti sei accorto e che ti sono tragicamente sfuggite. Anche solo il paesaggio del posto in cui ti trovi, la persona che in treno si scaccola davanti a te o lo sguardo di un bambino curioso che ti fissa senza apparente motivo. Sono sincero, non sopporto tutto ciò. Se lo fate voi, chi se ne frega, siete liberissimi di scegliere come passare il vostro tempo. Io preferisco lavorare moderatamente davanti al mio maledetto calcolatore elettronico, spegnerlo con rispetto quando ho finito e osservare attentamente il mondo che mi circonda. Tra l’altro non è solo una questione di principio, mi serve anche per scrivere: guardo la gente, la ascolto, la studio, ci rifletto sopra un pochino e poi scrivo. Se stessi davanti al telefono tutto il giorno, mi mancherebbe la materia prima e smetterei di scrivere. E adesso falla la battutina dicendo “magari!”...


MAMMA MIA SE SEI PESO… UNA DOMANDA SUL MONDO INTORNO A TE, ALLORA: HO VISTO CHE PROPONETE ANCHE SIVIGLIA E NON SOLO BARCELLONA. COS’È QUESTA NOVITÀ?


Perché ce l’hanno chiesto. “Vasco, bene andare a Barcellona, ma qualche destinazione nuova no?” Ed ecco allora che il Rialzo virus si diffonde in tutta la Spagna! Scherzi a parte, molta gente viaggia con noi soprattutto per le esperienze culturali che offriamo, ma non possono essere sempre nello stesso posto. Barcellona è la nostra eccellenza, ma dovevamo proporre nuovi luoghi. Così siamo usciti dai confini della città per andare alla scoperta della Catalogna e di alcune sue bellezze davvero sconosciute al turismo di massa. Poi ci piace rilassarci a Ibiza, un’isola che al pari di Barcellona è stata congelata in stereotipi e banalità atroci, e che invece nasconde tesori straordinari. Raccontiamo l’Ibiza hippie, percorrendo stradine immerse in boschi di lussureggianti pini, rifugiandoci in spiagge infinite a suon di bonghi, sorseggiando birra fresca nei mercati più autentici, mangiando pesce fresco e salsiccia con patate (!) a bordo piscina. E adesso tocca a Siviglia e al suo colore speciale, l'ultima meta che abbiamo deciso di percorrere in lungo e in largo, mantenendo sempre un approccio insolito e poco convenzionale. Perché a Flavia e a me piace presentare il grande e famoso monumento raccontandone aneddoti e leggende, girandoci attorno in senso opposto alle greggi di giapponesi, indicando punti e dettagli che sfuggono ai più, narrando vicende e tradizioni di uomini, spiegando volti e simboli della natura, leggendo libri e inediti di autori che si legano a quel luogo, entrando dove solo noi "autorizzati" possiamo. Giocando sempre sulla curiosità, sullo stupore, sulla sorpresa. Tutto questo se non mi sono perso o non ho dimenticato i libri a casa, naturalmente.


SORPRESINA FINALE: L'INTERVISTA È FINITA! E ALLORA DIRETE: "MA COME, MANCANO BEN CINQUE DOMANDE?!" BRAVI, È ESATTAMENTE COSÌ.


Perché ora tocca a voi. Quel pomeriggio, in spiaggia, bevemmo qualche birretta e ci appisolammo. E l’intervista si concluse così, nel silenzio. Quindi ora spetta a voi farmene altre cinque. O quante ve ne pare. L'importante è che siano doverosamente sciocche, senza senso e inutili, mi raccomando. Se no mi addormento… Scrivetemi!

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