• Vasco Rialzo

Il piccolo drago di Ibiza è in pericolo!

Stavolta vi stupisco con effetti "squamati", proponendovi un articolo su un piccolo rettile che vive a Ibiza che, per colpa di un altro rettile, rischia di rimetterci le penne. Anzi le squame. La colpa vera non è in realtà del secondo rettile, bensì dell'uomo. Comunque sia, forza piccolo Grisù di Ibiza!

Pochi sanno che nelle isole Pitiuse, ovvero Ibiza e Formentera, non sono mai esistiti serpenti. A parte due eccezioni, tutte le oltre sessanta isole del Mediterraneo più grandi di 75 kmq hanno sempre ospitato almeno una specie di serpente, che fosse originaria del luogo o introdotta dall'uomo. Le due eccezioni erano proprio Ibiza e Formentera, che fino a pochi anni fa non erano mai state colonizzate dai serpenti.

Anche Plinio il Vecchio lo sapeva, quando duemila anni fa scrisse Ebusi, terra serpentes fugat, affermando che Ibiza era libera da serpenti e che questi perciò non vi prosperavano. Ora sarebbe in torto perché qualcosa è cambiato e gli equilibri naturali tra i rettili delle isole stanno subendo trasformazioni tutte a sfavore del drago in miniatura che lì è sempre vissuto.

Negli ultimi dodici anni, tre serpenti d'oltre Mediterraneo sono finiti infatti sulle isole Pitiuse. Si tratta del colubro ferro di cavallo (Hemorrhois hippocrepis), del colubro bilineato (Rhinechis scalaris) e del colubro lacertino (Malpolon monspessulanus). Come ci sono arrivati secondo voi? A nuoto? Volando? No, per mano dell'uomo, ovviamente. Trasportati dal sud della Spagna nascosti tra alberi di ulivo destinati ad essere piantati sulle isole. E da lì l'inizio del tramonto del draghetto di Ibiza...

Se i primi due non sembrano avere avuto fortuna sulle nuove terre di conquista, il colubro ferro di cavallo - così chiamato per il disegno che ha sulla testa - si è trovato molto bene, tanto da riprodursi ed espandersi con un certo vigore. D'altra parte non ha né rivali predatori, mentre di cibo ne ha trovato tanto. Lucertole, soprattutto.

Questo scaltro serpente, diffuso nella Penisola Iberica, in Africa nordoccidentale, in Sardegna e nelle isole di Pantelleria e Zembra, ha trovato un clima ideale, un ambiente naturale perfetto e numerosi animaletti di cui nutrirsi. Topi e ratti, piccoli uccelli, gechi e la bellissima lucertola di Ibiza (Podarcis pityusensis), che vive solo sulle isole Pitiuse e sui circostanti isolotti. Inerme e colta di sorpresa dinanzi a un predatore che lì non è mai esistito, quest'ultima sta subendo più di altre prede gli effetti disastrosi provocati dal "nuovo" serpente.

Simbolo iconico dell'isola e della sua antica cultura, la lucertola di Ibiza sta pagando a caro prezzo questa inattesa presenza, tenuto conto che gli studiosi hanno stabilito che oltre la metà delle prede cacciate dal serpente sono proprio le lucertole. Il rischio che la pressione dello sgradito predatore possa mettere in pericolo le popolazioni naturali di lucertole è così elevato che le autorità locali hanno attivato un programma di eradicazione del serpente. Come? Usando speciali trappole...

L'impresa appare però difficile e complessa. Ma le autorità non intendono mollare, anche in ricordo di quanto è già successo a poca distanza. A Maiorca e Minorca, infatti, viveva un'altra lucertola endemica, la balearica (Podarcis lilfordi), la quale venne decimata da specie "aliene" introdotte dall'uomo, riuscendo a sopravvivere solo su alcuni isolotti rocciosi e nell'arcipelago di Cabrera.

Come andrà a finire? Riuscirà il piccolo drago ibizenco a sopravvivere all'invasione del vorace serpente? Quasi a mo' di mitologico basilisco, il colubro ferro di cavallo sta infatti alterando un delicato equilibrio naturale, minacciando una lucertola che l'uomo, con fare determinato, vuole difendere a tutti i costi. Attenzione, però. Come in tutti i casi di introduzione di specie aliene, bisogna porsi una domanda che vale come invito alla riflessione. Chi ha portato il serpente sull'isola?