• Vasco Rialzo

A tavola con i calamari di Ibiza

Sono stanco di sentire parlare sempre di cibo. Anche in estate, peraltro, con 'sto caldo poi. Siete diventati maniaci del food. Tanto da chiedere anche a Vasco Rialzo ricette, consigli, intrugli. Bene, vi accontenterò anche stavolta con questo squisito piatto from Ibiza, che sono certo non conoscete affatto

Scommetto che vi aspettate un bel piatto fresco ed estivo, ricco di insalata e verdure, da servire freddo. C'ho preso, vero? Bene, vinco la scommessa e vi insegno a preparare tutt'altro. Un finto fritto a base di pesce, da gustare in riva al mare in compagnia di vino bianco ghiacciato. Prima cosa, dunque, è necessario apparecchiare splendidamente la tavola e invitare a pranzo (o cena) chi volete voi.

Gli ingredienti sono semplici, così come la ricetta. La cosa più importante è la loro freschezza. Non solo dell'unico organismo marino coinvolto, ma anche delle parti vegetali che fanno da corredo. Ed ora... ecco a voi un piatto antico e tipico dell'Ibiza più autentica e "fragile", che i turisti non sanno neanche che esiste - sia il piatto che l'isola così definita. Ma, da oggi, voi sì! Si tratta della frita de calamar.

Avrete capito che l'organismo marino non è un pesce, bensì un mollusco. Il calamaro. E che, stando alla parola frita, di fritto dovrebbe trattarsi. Più o meno, in realtà. Scopriamo meglio di cosa sto parlando, allora. Intanto partiamo dagli ingredienti, appunto. Servono quattro calamari, un peperone - giallo o verde - un pomodoro, una cipolla, tre spicchi d'aglio, tre belle patate, un po' di battuto di prezzemolo, olio extravergine di oliva e un pizzico di sale. E due padelle, una capiente e una piccola.

E ora via con la preparazione. I calamari - che devono essere freschissimi - vanno puliti accuratamente e tagliati in strisce rettangolari. Poi si passa alla cipolla, che ridurremo in pezzetti e salteremo nella padella grande con l'olio. Quando si sarà ben imbiondita - termine che amo sempre molto, pensate che poesia risiede nel verbo "imbiondire", a differenza della banalità di "dorare", non ho ragione? - aggiungeremo i calamari e abbasseremo il fuoco.

Contemporaneamente, nella padella piccola scotteremo le patate, che avremo precedentemente tagliato in pezzi irregolari. Quando i calamari si saranno un po' scottati, toccherà al peperone e al pomodoro tagliati a piacere e ai tre spicchi d'aglio, privati della buccia e lasciati interi, a finire in padella. Mescoleremo tutto tenendo il fuoco medio e aggiungeremo il sale, pochissimo e preferibilmente di Ibiza. Va benissimo anche quello di Cervia, che è delicato e ben si sposa con questo piatto.

Metteremo poi le patate insieme ai calamari e a tutto il resto, alzeremo la fiamma e mescoleremo più volte gli ingredienti, aggiungendo un po' d'olio perché non si asciughi. Poi spegneremo il fuoco, spolvereremo con abbondante prezzemolo tritato e lasceremo riposare il piatto per cinque minuti, avendo l'accuratezza di coprire la padella con un foglio di giornale o di carta assorbente, come si fa con la paella.

Dopodiché aprirete la porta di casa, farete entrare l'ospite, lo accoglierete con un bell'abbraccio vero, lo farete accomodare a tavola, verserete il vino bianco, porterete trionfalmente la padella (senza carta sopra), vi inciamperete vergognosamente, riuscirete a non cadere - ma vi sarete comunque impadellati e l'umore sarà cambiato -, farete i piatti con premura e, finalmente, condividerete questa prelibatezza pensando a tutti quelli che vi vogliono male e che odiano l'aglio. Paz y amor!

P.S.: se non avete voglia di cucinare, potete sempre andare a cena fuori, a Ibiza ci sono tanti posticini carini e a buon mercato dove si mangia benissimo...